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Discursos

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Vi accolgo con piacere e ringrazio il vostro Presidente per le sue cortesi parole e ringrazio anche il Sindaco di Prato per le sue parole.

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Cari fratelli e sorelle, sono molto lieto, a conclusione della sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, di riflettere insieme a voi sull’urgenza che la Chiesa sente, in questo particolare momento storico, di rinnovare gli sforzi e l’entusiasmo nella sua perenne missione di evangelizzazione. Vi saluto tutti e ringrazio Mons. Fisichella per le sue parole di saluto e per l’impegno che il Dicastero intende porre per continuare a far vivere nella Comunità ecclesiale i frutti del Giubileo della Misericordia.

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Cari fratelli e sorelle,

vi accolgo con gioia in occasione del vostro Capitolo Generale. Ringrazio ciascuno di voi per questa visita, ad iniziare dall’Abate Generale che si è fatto interprete di tutti, illustrando anche lo scopo e gli obiettivi della vostra assemblea. Attraverso di voi desidero inviare un cordiale saluto ai confratelli e alle consorelle dei vostri monasteri sparsi in vari Paesi. Vado con il cuore e con la mente ai vostri chiostri silenziosi, da cui sale incessante la preghiera per la Chiesa e per il mondo. E ringrazio il Signore per la presenza insostituibile delle comunità monastiche, che rappresentano una ricchezza spirituale e un costante richiamo a cercare anzitutto “le cose di lassù”, per vivere nella giusta misura le realtà terrene.

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Cari fratelli e sorelle,

vi accolgo con gioia in occasione del vostro incontro e ringrazio il Cardinale Presidente per le parole rivoltemi a nome di tutti. Voglio ringraziarvi di tutto cuore per l’impegno profuso in questi ultimi anni a favore di tanti fratelli e sorelle migranti e rifugiati che stanno bussando alle porte dell’Europa alla ricerca di un luogo più sicuro e di una vita più degna.

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Queridos Hermanos y Hermanas:

Les doy una cálida bienvenida al comienzo de esta Asamblea Plenaria. En particular, quisiera agradecer al Cardenal O’Malley por su amable saludo al mismo tiempo que les manifiesto mi más sincero aprecio por las reflexiones que en nombre de ustedes han presentado el Sr. Hermenegild Makoro y el Sr. Bill Kilgallon. Han expresado muy bien el papel que pensé para la Comisión cuando la formé hace tres años, un servicio que confío en que seguirá siendo de gran ayuda en los próximos años para el Papa, la Santa Sede, los Obispos y los Superiores Mayores de todo el mundo.

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Cari fratelli,

vi accolgo con gioia in occasione del vostro Capitolo Generale e ringrazio il Superiore Generale per le sue parole. Vi siete riuniti per riflettere sulla vita della vostra Congregazione, pregare e discernere insieme quali strade il Signore vi indica per attualizzare e dare rinnovata fecondità al carisma che lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa e al mondo tramite il vostro Fondatore, il sacerdote Jean Jules Chevalier.

Trovo particolarmente significativo il motto che avete scelto per la preparazione che l’intero Istituto ha svolto in vista di questo Capitolo: «Tu hai tenuto da parte il vino buono finora» (Gv 2,10). Se da una parte infatti siete consapevoli e grati del prezioso patrimonio di progetti e opere apostoliche che il carisma ha finora sprigionato nel secolo e mezzo di vita dell’Istituto, grazie alla fedeltà dei confratelli che vi hanno preceduto, dall’altra ben comprendete che le sue ricche potenzialità a beneficio della Chiesa e del mondo non sono esaurite. In ascolto di quanto lo Spirito oggi dice alla sua Chiesa e aperti alle domande dell’umanità, voi saprete attingere dalla fonte genuina e inesauribile del carisma nuovo slancio, scelte coraggiose, espressioni creative della missione che vi è stata affidata. Proprio le mutate condizioni del mondo attuale rispetto al passato, e le nuove istanze dell’impegno di evangelizzazione della Chiesa, sono le condizioni che richiedono e rendono possibili nuovi modi di offrire il “buon vino” del Vangelo per donare gioia e speranza a tanti.

Se l’ispirazione originaria del Fondatore è stata quella di diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù, oggi voi la comprendete e la attualizzate esprimendola in una varietà di opere e di azioni che testimoniano l’amore tenero e misericordioso di Gesù verso tutti, specialmente verso quelle porzioni di umanità più bisognose. Per poterlo fare, vi invito – come ho ricordato spesso alle persone consacrate – a “ritornare al primo e unico amore”, a tenere fisso lo sguardo sul Signore Gesù Cristo per imparare da Lui ad amare con cuore umano, a cercare e prendervi cura delle pecore smarrite e ferite, ad adoperarvi per la giustizia e la solidarietà con i deboli e i poveri, a dare speranza e dignità ai diseredati, ad andare dovunque un essere umano attende di essere accolto e aiutato. Mandandovi come Missionari nel mondo, è questo il primo vangelo che la Chiesa vi affida: mostrare nelle vostre persone e con le vostre opere l’amore appassionato e tenero di Dio per i piccoli, gli ultimi, gli indifesi, gli scartati della terra.

Benché anche il vostro Istituto, come altri, abbia sofferto negli ultimi decenni una certa diminuzione dei suoi membri, l’aumento delle vocazioni in America del Sud, in Oceania e in Asia vi conforta e vi dà speranza per il presente e il futuro. Così anche la formazione cristiana della gioventù, ulteriore espressione del vostro carisma, potrà essere garantita e incrementata nelle opere dell’Istituto. Quanto è urgente oggi il compito di educare e accompagnare le nuove generazioni ad apprendere i valori umani e a coltivare una visione evangelica della vita e della storia! Questa, che molti definiscono una vera “emergenza educativa”, è senz’altro una delle frontiere della missione evangelizzatrice della Chiesa, verso le quali tutta la comunità cristiana è invitata ad uscire. Nella scia di quanto hanno compiuto i confratelli che vi hanno preceduto e delle opere da loro avviate, vi incoraggio a prendere iniziative nuove anche in questa specifica espressione del vostro apostolato.

La Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù conta oggi ancora un buon numero di membri, fra i quali un consistente gruppo di religiosi fratelli, e i fratelli, in una congregazione, sono una grazia del Signore. Vi prego, non cedete al male del clericalismo, che allontana il popolo e specialmente i giovani dalla Chiesa, come ho avuto modo altre volte di ricordare. Vivete fra voi una vera fraternità, che accoglie le diversità e valorizza la ricchezza di ciascuno. Non abbiate paura di continuare e incrementare la comunione con i laici che collaborano nel vostro apostolato, rendendoli partecipi dei vostri ideali e progetti e condividendo con loro le ricchezze della spiritualità che sgorga dal carisma dell’Istituto. Insieme con loro e con le sorelle della congregazione femminile, prenderà vigore una più grande “famiglia carismatica”, che meglio mostrerà la vitalità e l’attualità del carisma del Fondatore.

La Vergine Maria, che voi invocate con il titolo di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, vi tenga sempre stretti al suo Figlio, pronti a fare tutto quello che Egli vi dirà, e con la sua materna intercessione vi custodisca. Vi accompagni anche la mia benedizione, che estendo a tutte le vostre comunità. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!
Cari fratelli e sorelle,

do il mio cordiale benvenuto a voi, che appartenete al mondo dello spettacolo viaggiante, qui rappresentati dalla vostra Associazione Nazionale (ANESV), e ringrazio il Presidente per le sue cortesi parole. Estendo il mio saluto ai vostri familiari e colleghi che non hanno potuto essere presenti, con un pensiero particolare per i bambini, gli anziani e i malati.

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Carissimi Fratelli, con grande gioia vi accolgo in questo momento quasi conclusivo del vostro pellegrinaggio romano, organizzato dalle Congregazioni per i Vescovi e per le Chiese Orientali. Ringrazio il Cardinale Marc Ouellet e il Cardinale Leonardo Sandri e i Dicasteri che rispettivamente presiedono, per il generoso impegno nel realizzare questo evento, che mi consente ora di conoscervi personalmente e di approfondire con voi, novelli Pastori della Chiesa, la grazia e la responsabilità del ministero che abbiamo ricevuto.

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Queridos hermanos obispos,
Queridos sacerdotes, consagrados, consagradas, seminaristas,
Queridas familias, ¡queridos «paisas»!

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Cada uno de los que han venido, sintió que Jesús le decía algo, que Jesús le decía cuál era su nombre y que lo quería en ese camino. Y cuando al principio los padrecitos cantaron lo que Jesús le dijo a Pedro: me dije, que contento se habrá puesto Pedro cuando se lo dijeron, y yo creo que todos nosotros nos pusimos contentos cuando Jesús nos dice: te quiero para tal lugar, para esto, para aquello, para este camino, que vayas a hacerte monja, que te cases, que formes un hogar, que te hagas cura, etc...

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Queridos hermanos y hermanas,
queridos niños y niñas:
Estoy contento de estar con ustedes en este «Hogar San José». Gracias por el recibimiento que han preparado. Agradezco las palabras del Director, Monseñor Armando Santamaría.

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